Uova Ovito

Archive for luglio 2010

Quando è indicato cominciare ad offrire ai bambini le uova? E come offrir loro qualche piatto invitante? C’è il ricettario Ovito e il progetto Ovito Club!

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L’uovo è nutriente

È una fonte concentrata di proteine di origine animale cosiddette
nobili, perché vantano il più alto valore biologico. Inoltre contiene
minerali, soprattutto calcio (48 mg/100 g), magnesio, potassio,
fosforo e ferro (quest’ultimo in quantità paragonabili a quelle fornite
dalla carne: 1,5 mg/100 g); e vitamine, soprattutto la A (2
uova coprono circa un quarto del fabbisogno giornaliero) e alcune
vitamine del gruppo B (B1, B2, e PP).

L’uovo è leggero

Ha una ridotta quantità di grassi (in prevalenza insaturi, e polinsaturi
rispetto a quelli saturi, responsabili dell’aumento del tasso
di colesterolo). Contrariamente ai luoghi comuni, non fa male al
fegato anzi, contiene sostanze dotate di azione protettiva per la
cellula epatica (come colina, metionina e fosfolipidi).

L’uovo è dietetico

Un uovo pesa in media poco meno di 60 g, fornendo poco più di 60
Kcal. L’elevato contenuto in nutrienti, ma anche il basso apporto
energetico, unito a un buon potere saziante e alla gustosità, lo
rendono un alimento ideale per le diete ipocaloriche.

L’uovo è facilmente digeribile

Per digerire due uova crude o alla coque ci vogliono due ore circa;
tre ore se sono sode. Il latte del resto richiede due ore e mezzo e
la carne tre ore circa.

UNA
Unione Nazionale dell’Avicoltura
www.unionenazionaleavicoltura.it

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Riportiamo un articolo tratto dal sito della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e che può essere liberamente consultato in formato .pdf dal seguente indirizzo: ALIMENTAZIONE, I PEDIATRI STILANO LA DIETA IDEALE PER STUDENTI che risale al settembre 2007. Ancora una volta si dimostra quanto sia prezioso l’apporto nutrizionale delle uova, ma ovviamente quanto sia importante avere una dieta equilibrata e varia.

Dopo due anni di indagini i pediatri italiani correggono i principali errori alimentari dei ragazzi in età scolare. Iniziare la giornata con una colazione a base di carboidrati (pane e cereali) integrali ricchi di fibra accompagnati da yogurt o latte, proseguire durante il giorno con alimenti ricchi in ferro e vitamina E, senza dimenticare il corretto apporto di vitamina B12, zinco, iodio e omega-3.

Sono queste le regole alimentari base stilate dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp) – che verranno illustrate nel corso del Congresso nazionale dei pediatri in programma a Bologna dal 13 al 15 settembre -, per preparare al meglio il cervello ad affrontare la ripresa delle scuole. Dall’analisi delle abitudini alimentari di oltre 2000 bambini, preadolescenti e adolescenti italiani, compiuta da parte di pediatri di famiglia che costituiscono l’Osservatorio nutrizionale Grana Padano, il più grande progetto di osservazione alimentare attivo in Italia, sono emersi, infatti, errori nutrizionali che possono compromettere il rendimento scolastico andando a influire negativamente su attenzione e memoria. “La prima regola rimane lo studio – afferma Giuseppe Mele, presidente della Fimp -. Ma oltre alla preparazione scolastica è necessario alimentare fisico e mente con la giusta ‘miscela’ di energia senza esagerare rischiando di ‘ingolfare il motore’, ma nemmeno dimenticando elementi che potrebbero lasciare i ragazzi ‘a secco’ proprio nei momenti più importanti”.

I dati dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano su 1028 bambini di età 7-10 anni e 1012 ragazzi di età 11-14 anni rilevano che in Italia solo una minoranza di bambini (uno su cinque) e di preadolescenti e adolescenti (poco più di 15 su cento) ha l’abitudine di consumare alimenti ad elevato tenore in fibra (pane, cereali e biscotti integrali, frutta e verdura) in quantità sufficiente a coprirne il fabbisogno (circa 15 grammi al giorno nei bambini e 20 negli adolescenti). “Una colazione completa – spiega Mele – deve comprendere: latte o yogurt; pane, biscotti o cereali integrali a basso indice glicemico, frutta o spremuta. Tutti gli studi concordano sul fatto che la mancata effettuazione della colazione, o una colazione insufficiente, aumenta fortemente il declino di attenzione e di memoria”.

In particolare, i dati dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano rilevano che tre bambini su dieci e quattro ragazzi e ragazze su dieci non assumono sufficienti quantità di ferro con l’alimentazione, in aggiunta, un ulteriore 20 per cento di ragazze, per il ciclo mestruale, è a rischio potenziale di carenza.

“La carenza di ferro è dimostrata associarsi frequentemente a bassi rendimenti scolastici e sembra influire negativamente sulla performance mentale. Le ragazze adolescenti sono a rischio particolarmente elevato. Buone fonti di ferro sono rappresentate da fegato, uova, carni, soia, pesce e, tra le verdure, la cicoria; anche i legumi ne contengono in quantità apprezzabili. Per migliorare l’assorbimento del ferro si consiglia di associare nel pasto alimenti ricchi in vitamina C (agrumi, kiwi, fragole, pomodori crudi, broccoli)” suggerisce Mele.

Sempre secondo quanto rilevato dall’Osservatorio nutrizionale Grana Padano l’assunzione di omega-3 è nettamente inferiore rispetto all’assunzione raccomandata. L’assunzione media è attorno ai 0,3 grammi nei bambini e di 0.5 grammi negli adolescenti a confronto con il valore raccomandato di un grammo al giorno. “È assunto popolare – commenta Mele – che ‘il pesce faccia bene al cervello perché contiene tanto fosforo’.

In realtà, più che il fosforo, sono gli acidi grassi polinsaturi omega-3 in esso contenuti a fare bene al cervello. Indipendentemente dall’obiettivo del rendimento scolastico dobbiamo incoraggiare i nostri ragazzi ad aumentare la frequenza di consumo di pesce fresco o surgelato, soprattutto azzurro (il pesce in scatola ne contiene quantità significativamente minori).

Le noci e la rucola sono anch’esse buone fonti di omega-3”). Una percentuale non trascurabile di ragazzi introduce quantità minori di questi minerali rispetto ai fabbisogni raccomandati. I fabbisogni di zinco, necessario tra le altre cose per la formazione di ossa e muscoli, sono particolarmente elevati nella fase di crescita. I dati dell’Osservatorio nutrizionale mostrano tuttavia che solo il 30 per cento circa dei bambini da sette a dieci anni e dei ragazzi da 11 a 14 anni ne raggiunge l’introito ottimale. Anche l’apporto di iodio è insufficiente: oltre il 70 per cento di bambini ed adolescenti sono a rischio di carenza. “Questi due minerali sono importanti per un corretto sviluppo e funzionamento del cervello. Salvo casi di carenza conclamata non è necessario implementare questi due minerali con integratori, ma è più che sufficiente agire sull’alimentazione. Le principali fonti di zinco sono rappresentate da carni, uova, latte, formaggi stagionati, pesce, cereali integrali. Per quanto riguarda lo iodio, è meglio utilizzare per cucinare e per condire il sale iodato, al posto del normale sale da cucina”.

Un deficit di vitamina B12 può essere associato a ridotte performance intellettuali. Secondo l’Osservatorio nutrizionale Grana Padano, il fabbisogno di vitamina B12 è però adeguatamente assunto dagli alimenti. “Fortunatamente – conclude Mele – il rischio di carenza di questa vitamina, presente esclusivamente negli alimenti di origine animale, appare piuttosto remoto nella fascia di età dei bambini e ragazzi. Occorre tuttavia prestare attenzione ai ragazzi vegetariani, nei quali per coprire il fabbisogno di vitamina B12 è necessario il consumo quotidiano di almeno una porzione di latte o yogurt, formaggio grana grattugiato per insaporire i primi; più una o due porzioni di formaggio stagionato o di uova al giorno”.

Ecco un esempio di dieta giornaliera consigliata dalla Fimp in collaborazione con Maria Letizia Petroni, responsabile Nutrizione clinica, Istituto Auxologico italiano di Piancavallo (VB). A Colazione: una tazza di latte od un vasetto di yogurt; pane integrale con marmellata (oppure: biscotti o cereali integrali); un frutto. In alternativa, per i giorni più caldi: frullato con latte, frutta, biscotti integrali o muesli. Per lo spuntino di metà mattina i pediatri consigliano: un frutto a scelta mangiato con la buccia oppure quattro-cinque noci (se il pranzo è dopo le 14 è possibile aggiungere un pacchetto di crackers integrali o un piccolo panino integrale al prosciutto o con scaglie di grana) più un bicchiere di acqua. A pranzo: piatto unico: pasta al ragù di carne (o soia o pesce) oppure vellutata di piselli con crostini di pane; contorno di verdura cruda di stagione o di verdura cotta a foglia verde scura; pane integrale o di segale secondo l’appetito, un frutto. Non può mancare la merenda: pane integrale con un cucchiaino di crema al cioccolato oppure due-tre manciate di pop-corn oppure una piccola barretta al muesli o merendina semplice con abbondante acqua (se il bambino cena tardi, aggiungere uno yogurt od un bicchiere di latte). Meglio evitare succhi di frutta con zucchero aggiunto o bevande dolci. Infine le indicazioni per la cena: minestra di riso od orzo con verdure oppure pasta al pesto di rucola e noci; seppie in umido con pomodorini o frittata al forno con verdure; una macedonia o coppa di fragole (ogni tanto ci può star bene sopra anche una pallina di gelato).

Da ultimo qualche consiglio di ordine generale: usare i grassi da condimento con mano leggera e, se si vuole evitare l’’abbiocco’ pomeridiano, non proporre ai bambini porzioni eccessive rispetto ai loro fabbisogni (ricordarsi che nei periodi di maggiore impegno sui libri si riduce il dispendio energetico da esercizio fisico). Il valore nutrizionale di primi piatti, verdure cotte, polpette etc. può essere migliorato aggiungendovi due cucchiai al giorno di grana grattugiato.

(lin)

Fattoria Novelli fin dalla sua nascita si è sempre proposta di offrire ai suoi clienti uova di prima qualità concentrando i suoi sforzi nel garantire ai consumatori i prodotti migliori; è per questo che è stata la prima azienda italiana ad apportare la data di deposizione sul guscio delle proprie uova Ovito insieme al codice per rintracciare il gruppo di galline che ha deposto quel singolo uovo.

Con il tempo Fattoria Novelli ha voluto dimostrare non solo a parole la reale qualità dei propri prodotti: per questo già del 1999 si è rivolta a un autorevole ente esterno il Bureau Veritas Quality International (BVQI) per certificare alcuni importanti parametri controllati sulle uova Ovito, come la freschezza (garantita dalla consegna in massimo 48 ore dalla raccolta) l’assenza di coloranti sintetici e l’origine esclusivamente vegetale dei mangimi delle galline ovaiole.

In seguito, nel 2003 altri due importanti parametri sono stati certificati: l’utilizzo di mangimi No-OGM e la rintracciabilità della filiera. Grazie a questi parametri certificati Ovito è risultato essere il primo uovo in Europa con una tale certificazione di prodotto.

Tutto questo è stato possibile perché Fattoria Novelli gestisce e controlla tutta la filiera produttiva.

da Largo Consumo 6/2006
Comunicazione d’Impresa Editoriale Largo Consumo
Ovito certifica le uova a ogni passo (versione pdf)

Uovo fresco ti riconosco!

Come acquistare, conservare e riconoscere uova fresche
Per consumare uova fresche e conservarle al meglio ecco delle semplice regole da seguire:

  • acquistare solo uova confezionate
  • leggere sempre le informazioni sulla confezione come la data di consumo preferibile(obbligatoria) e quella di deposizione (facoltativa)
  • conservare le uova in frigorifero nell’apposito scomparto e non sottoporle a sbalzi di temperatura

Come riconoscere un uovo fresco?
Semplice, basta controllare che l’uovo abbia queste caratteristiche:

  • camera d’aria: massimo 6 mm
  • guscio: pulito
  • tuorlo: privo di macchie
  • albume: chiaro e limpido

Se vi sembra complicato potete sempre ricorrere al famoso vecchio trucco della nonna: immergete un uovo in acqua e sale, se l’uovo si deposita orizzontalmente sul fondo vuol dire che è fresco!

L’uovo sano, nutriente, conveniente. Ma soprattutto sicuro

Alla coque o al tegamino, a frittata o a soufflè, l’uovo è un alimento sano e nutriente, ideale per grandi e bambini fin dall’età dello svezzamento.
Base della cultura gastronomica di tutti i paesi del mondo, consumato da milioni di persone ogni giorno, è un concentrato di salute perché è ricco di proteine nobili, sali minerali, vitamine a b e e, ed è povero di grassi “cattivi”.
Dal 1° gennaio 2004 l’uovo riporta un codice direttamente sul proprio guscio.
Una vera e propria carta di identità che tutela il consumatore raccontando tutte le tappe della sua vita.
Il codice è assegnato dalle stesse autorità sanitarie locali ed indica che l’allevamento è sottoposto al loro controllo.

Ad integrazione di quanto già scritto sui codici delle uova inoltre riporto anche questi dettagli circa le informazioni che devono essere riportate sulla confezione delle uova

La tracciabilità e il codice delle uova

Tracciabilità è la parola chiave per capire le novità sulle uova introdotte con il Regolamento ce 2295 del 2003. Ed è espressa mediante un codice alfa numerico.
Il codice stampigliato sul guscio consente di seguire il percorso delle uova Ovito dall’allevamento fino al confezionamento e di individuare:

  • il sistema di allevamento
  • la nazione di provenienza dell’uovo
  • la provincia e il comune dell’allevamento dove è stato deposto l’uovo
  • l’allevamento da cui proviene

Per legge, naturalmente, i consumatori continueranno a trovare le informazioni che devono apparire obbligatoriamente sulla confezione quali:

  • la data di consumo preferibile
  • la categoria di qualità e di peso
  • il numero di uova confezionate
  • il nome, la ragione sociale e il marchio commerciale della azienda
  • il numero di autorizzazione del centro d’imballaggio
  • le modalità di conservazione
  • il sistema di allevamento

Le aziende, inoltre, possono inserire sulle confezioni anche informazioni facoltative: dalla data di deposizione a quella di imballaggio, dall’alimentazione delle galline alle ricette.

fonte pianetauovo.it

Uova Ovito un codice in più per la sicurezza

Tutte le uova, che siano Ovito o meno, vendute all’interno della CEE devono aver stampigliato sul guscio un codice alfanumerico che ne permetta di identificare le caratteristiche della filiera di produzione.

Le Uova Ovito come tutte quelle distribuite sul territorio nazionale riportano il codice delle uova marchiato sul guscio; tali codici nel dettaglio sono così composti:

la prima cifra da sinistra del codice indica la tipologia di allevamento ed indica rispettivamente:

0 – uova provenienti da agricoltura biologica: l’allevamento della gallina prevede che a ciascun animale siano riservati un minimo di 10 mq di terreno all’aperto, con vegetazione ed ovviamente l’alimentazione della gallina è fatta con mangimi biologici

1 – uova da allevamento all’aperto: ogni gallina ha a disposizione un minimo di 2,5 mq di terreno all’aperto con vegetazione in ambiente controllato per ragioni sanitarie. Le uova vengono deposte direttamente in terra o nei nidi.

Diversi studi sono concordi nell’affermare come le uova deposte da galline libere di muoversi all’aperto, quindi marchiate con 0 e 1, abbiano un maggiore apporto di acido folico e di vitamina b2.

2 – uova da allevamento a terra: su terreno ricoperto di paglia o sabbia vengono ospitate fino a 7 galline per metro quadrato. Gli animali sono però liberi di muoversi in tutta l’area protetta e depositano le uova in terra o nei nidi.

3 – uova da allevamento in gabbie: fino a 25 galline per metro quadro; gli animali depositano le uova direttamente in apparecchiature per la raccolta.

Questo dovrebbe già essere sufficiente per comprendere le varianti di prezzo fra le diverse uova esposte nei supermercati e hard discount.

Le due lettere che seguono indicano la nazione di provenienza attraverso il codice dello stato, ad esempio it è il codice che indica l’Italia.

Le tre cifre a seguire rappresentano il codice Istat del comune dove l’uovo è stato raccolto e dove ovviamente ha sede l’allevamento. (Codici Istat Comuni Italiani ad esempio 032 Terni 039 Perugia )

Seguono nel codice due lettere che indicano la provincia dell’allevamento e tre cifre che identificano in modo univoco l’allevamento di provenienza in cui la gallina ha deposto l’uovo.

Uova Ovito aggiunge a questi dati la firma, la data in cui l’uovo è stato deposto e un codice che permette di risalire al gruppo di galline ovaiole che ha deposto quel particolare uovo.